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Sezione IngegneriaL'ANTIMATERIA

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Esistenza dell'antiuniverso
Aggiornamenti

Esistenza dell'antiuniverso

Dirac stesso fu il primo a considerare l’esistenza dell’antimateria su scala astronomica, ma fu solo dopo la conferma della sua teoria – con la scoperta di positroni, antiprotoni e antineutroni – che le speculazioni sulla possibile esistenza di un antiuniverso cominciarono a venire affrontate seriamente.

Negli anni seguenti, sulla base della teoria di simmetria, si credette che l’universo dovesse consistere in parti uguali di materia e antimateria. Comunque, se anche ci fossero sistemi isolati composti di antimateria, privi di interazione con la materia ordinaria, nessuna osservazione potrebbe confermarlo perché i fotoni (che sono le antiparticelle di se stessi) emessi da un sistema di antimateria sarebbero indistinguibili da quelli emessi da un sistema di materia.

Ma, ipotizzando che esistano “sacche” di antimateria, allora dovrebbero esistere zone di confine in cui gli antiatomi provenienti da antistelle o antigalassie collidono con atomi generati da stelle e galassie; da queste regioni dovrebbe provenire un flusso consistente di radiazioni gamma, che però non è mai stato osservato nonostante gli strumenti impiegati proprio a questo scopo.

Galassia e antigalassia

Oggi comunque si ritiene che la simmetria sia stata alterata nei primi attimi di vita dell’universo (violazione della simmetria CPT).

Aggiornamenti

  1. Articolo giornalistico "Antimateria al CERN".
  2. Nel corso dell’anno 2005 un gruppo di scienziati della University of California, coordinati da Allen Mills, ha pubblicato su “Physical Review Letters” di aver creato una molecola ibrida, composta da materia ed antimateria, bombardando una superficie in vetro poroso con un fascio di positroni.
    Nella collisione alcuni atomi di vetro avrebbero attratto a sé dei positroni, formando nuove molecole di una sostanza ibrida (nucleo di materia, orbite di materia e antimateria) ribattezzata dai ricercatori “positronio”.


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