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Logo RomulanoIMPERO STELLARE ROMULANO

IL COMITATO PERMANENTE

In generale, il Comitato Permanente agisce come un ristretto organo di governo all'interno del Pretorato, con lo scopo di monitorare l'operato del Pretore e di agire da organo esecutivo e, in alcuni casi, perfino giudiziario dell'Impero. Inoltre, il Comitato ha l'ultima parola in caso di scontro di competenze fra i vari SubPretori.

Non esiste una composizione stabilita per il Comitato Permanente, oltre al seggio che appartiene di diritto al Pretore; normalmente, la composizione del Comitato riflette i rapporti di forza relativi ai vari servizi dell'Impero, anche se di solito non mancano un SubPretore (spesso nominato allo scopo, e considerato pertanto una sorta di Vice-Pretore) ed i comandanti della Flotta, della Tal Shiar, dei Corpi Diplomatici ed il QuartierMastro Imperiale, il responsabile delle scorte ed infrastrutture non militari dell'Impero.

La relazione fra Senato Imperiale, Pretorato e Comitato Permanente può essere davvero difficile da districare.
Il Senato nomina il Pretore, che deve però essere approvato dal Comitato Permanente i cui membri il Pretore stesso avrà poi, però, il potere di confermare o revocare nei loro ruoli come capi dei servizi imperiali.
I membri del comitato, a loro volta, lottano per conservare il proprio potere; la Tal Shiar, in particolare, non esita a ricorrere all'assassinio di Senatori e anche di Pretori o Proconsoli pur di mantenere la propria autonomia mentre il Pretore - decidendo di concedere o togliere la protezione della Tal Prai'ex ai singoli senatori ed esponendoli così alle possibili minaccie della Tal Shiar - è in effetti in grado di indirizzare la politica dell'Impero al di là dei suoi poteri "costituzionali".

A tutto questo si aggiunga che la Casa Imperiale non ha mai, di fatto, rinunciato a riguadagnare almeno una parte del potere che possedeva, sia attraverso l'uso della propria forza (le Guardie Palatine sono famose per essere guerrieri implacabili ed assassini efficientissimi) che attraverso la coercizione e l'influenza che il trono esercita sul popolo e sulla nobiltà dell'Impero.

Questo delicato ed instabile equilibrio di poteri, continuamente soggetto ad aggiustamenti di piccola o grande portata, rende di fatto imprevedibile la politica romulana, se non a grandi linee.
È abbastanza assodato, infatti, che i Romulani impieghino troppe delle loro energie nelle lotte interne per essere in grado di minacciare seriamente la Federazione o l'Impero Klingon, ma questo non impedisce a comandanti ambiziosi, o a Senatori in cerca di maggior potere, di portare avanti minaccie di più lieve entità.
E, nel quadro delle relazioni interstellari, una minaccia di piccola entità equivale pur sempre alla perdita di vite e alla riduzione in schiavitù di mondi e razze.

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