VULCANO : LE PIANURE VULCANICHE 2Lo shatarr usa la tecnica di caccia delle murene dei mari della Terra: l'agguato. Il morso velenoso di questo rettile, che può raggiungere i due metri di lunghezza, causa spasmi muscolari.
Da decenni non si segnalano casi di attacchi mortali tra gli adulti, ma per i bambini la dose di neurotossine può essere letale se l'antidoto non viene somministrato in tempi brevi. L'aggressività dello shatarr è al massimo nel periodo dell'accoppiamento: esso manifesta l'intenzione di scagliarsi sui rivali contraendo ed espandendo ritmicamente le scanalature tra le squame; in tal modo crea l' illusione di leggeri mutamenti nella intensità del
colore del corpo. Le piccole unghie delle sue sei zampe servono ad arrampicarsi
sulle rocce e non sono armi che possano impensierire un Vulcaniano.
Questo lichene è uno dei più noti allucinogeni vulcaniani:
al pari della belladonna e di alcuni funghi velenosi terrestri, nell'antichità
era impiegato dagli sciamani per indurre visioni rivelatrici. Detto anche
"muschio dei sogni", il gal-en-du'un è attualmente in uso
nei trattamenti neurochimici di terapia del dolore per migliorare la qualità
di vita dei malati cronici.
Vaste distese di bassi cespugli come questo producono bacche pelose
il cui interno è commestibile e molto apprezzato, ma la raccolta
è resa difficoltosa da spine tossiche nascoste nella lanuggine. Il
veleno non è mortale, ma provoca febbri spossanti; per questo motivo
i coltivatori che gestiscono le piantagioni di pel-tar'uk si servono di
guanti e indumenti protettivi.
Nell'antichità le spine di questo vegetale erano utilizzate come
dardi da cerbottana.