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I.D.I.C., il simbolo di VulcanoFISIOLOGIA VULCANIANA 2

GLI ORGANI DI SENSO (segue)

Oltre all'aspetto esterno, anche il funzionamento interno dell'orecchio vulcaniano è dissimile da quello umano. Il padiglione auricolare, così allungato verso l'alto, cattura meglio i suoni nell'aria rarefatta del pianeta, li intensifica e li incanala con più efficienza verso il timpano. Quest'ultimo è estremamente complesso, essendo formato da tre piccoli timpani che funzionano separatamente. Ciascuno di essi risponde a suoni di differenti frequenze: il segnale acustico, quindi, viene captato dai vari timpani e separatamente viene condotto ai centri nervosi dell'area interessata nel cervello. Con l'avanzare dell'età, si possono riscontrare problemi nel captare i suoni dai toni più bassi.

Parimenti, anche l'olfatto ed il gusto sono più sviluppati di quelli umani. La nomea di cucina insipida che contraddistingue in tutta la federazione i piatti vulcaniani è dovuta proprio a questi due fattori: papille gustative e terminazioni olfattive attente ad ogni minima sfumatura non hanno bisogno di essere fortemente sollecitate. Purtroppo non tutte le popolazioni umanoidi possono apprezzare appieno le 47 sfumature gustative e olfattive degli ingredienti che insaporiscono il ploomek.

LA SINDROME DI BENDII

L'incedere degli anni può essere fatale e crudele per i Vulcaniani. In alcuni soggetti, con più di 200 anni, può svilupparsi la Sindrome di Bendii. Questa malattia è caratterizzata da una progressiva perdita del controllo sulle emozioni e sui propri comportamenti. Tra i sintomi più comuni ci sono scoppi improvvisi d'ira e manifestazioni emotive subitanee e repentine. Una diagnosi precisa e priva di dubbi può essere effettuata con un'analisi della coltura del tessuto del metatalamo del paziente. Un altro effetto indesiderato che a volte si presenta è la proiezione telepatica delle manifestazioni emotive del paziente: egli, incapace di controllare se stesso, riversa inconsciamente sugli altri, grazie alle sue capacità telepatiche, ira, paura e dolore. Il paziente può essere aiutato per via telepatica da altri Vulcaniani, che con speciali tecniche possono aiutarlo a mantenere un certo controllo; in casi estremi può esserci bisogno di una fusione mentale. Ma questi sono solo palliativi temporanei: infatti non si conosce cura per la Bendii. Questa malattia può essere indotta tramite inoculazione dell'agente patogeno, somministrazione di deuterio tramite gli alimenti o fusione mentale.

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