VULCANO : LA CULTURA 4
LA FILOSOFIADurante gli ultimi anni della guerra fra l'Impero di Jaleyl e Shir-Kahr, T'Plana-Hath era la direttrice della scuola storica di Shir-Kahr. A lei ed ai suoi scritti si devono i primi passi di Surak nel campo della logica. Convinta sostenitrice che la logica e con essa la matematica, la scienza e la retorica, fossero i più elevati obiettivi conseguiti dalla civiltà di Vulcano, pose le basi del pensiero di Surak con il celebre aforisma "la logica è il cemento della nostra civiltà, con la quale ci eleviamo dal caos usando la ragione come nostra guida".
La più antica delle scuole di pensiero logico di Vulcano è anche quella tuttora più seguita e praticata. La scuola di Surak insegna che tutte le emozioni vanno represse e che anche il più piccolo cedimento al Coro Interno è una grande sconfitta. La via di Surak, il Tu-Surak, insegna ai suoi studenti a divorziare completamente dal Pach-Te, l'ego, considerato il più forte di tutti i desideri e la radice di ogni emozione. La scuola di Surak sostiene che la disciplina necessaria a tacitare il Pach-Te non può in alcun modo essere imposta, ma deve nascere da dentro. Qualsiasi obiettivo degno di essere conseguito deve avere a suo fondamento la pace, sia a livello politico (la lancia nel fianco dell'altro è una lancia nel tuo stesso costato, perché tu sei lui) che a livello razionale (l'unica mente in grado di comprendere è una mente calma). La filosofia di Surak comincia con l'insegnare ai suoi studenti la meditazione profonda: mantra che calmino il tumulto dei pensieri, aneddoti che illustrino gli effetti deleteri del cedere alle emozioni. Insegna che la moralità (ragione priva di emozione) è contraria all'interesse individualistico e che, perciò, il proprio ego deve essere abbandonato per poter procedere sulla via della logica. Diversamente dai dieci comandamenti umani, il Tu-Surak non insegna cosa non fare, ma cosa fare, ovvero perseguire le sei virtù:
Al pari di Surak e a lui contemporaneo, Jarok era d'accordo con Surak sul principio di controllare le proprie emozioni. Il percorso proposto da Jarok, il Tu-Jarok, non passa però attraverso la soppressione delle emozioni, ma attraverso la loro accettazione ed il loro utilizzo costruttivo. I seguaci del Tu-Jarok, comunque, non percorrevano certo le città di Vulcano ridendo o piangendo in pubblico: poiché il Coro Interno di ogni persona è diverso da quello di chiunque altro, le proprie emozioni vanno affrontate in solitudine nel deserto. A differenza della scuola di Surak, comunque, il Tu-Jarok non prevede una "vergogna" per aver fallito: l'uso costruttivo delle emozioni può sempre essere imparato in seguito. Come il Tu-Surak, anche il Tu-Jarok prevede alcune virtù, ma solo tre in luogo di sei: compassione, che deriva dalla consapevolezza che la sofferenza è universale ed offre risposta alla richiesta di aiuto da parte di chi soffre; temperanza, che però passa attraverso l'accettazione e la comprensione del proprio Coro Interno, invece che attraverso il rifiuto; giustizia, ovvero la consapevolezza di essere solo una parte all'interno di un tutto e che trattare equamente le altri parti del tutto voleva dire trattare equamente se stessi. I dibattiti di Jarok con Surak sono fra i più importanti lavori letterari di Vulcano.
Nirak era un discepolo di Surak; il Tu-Nirak prova a fondere le differenti scuole di Surak e Jarok, riconoscendo che alcune emozioni (rabbia, gelosia, paura) vanno combattute secondo i principi del Tu-Surak, mentre altre (gioia, curiosita', compassione) vanno abbracciate e accettate secondo i dettami del Tu-Jarok.
Fondata da T'Mor, una discepola di Surak, questa scuola propugna non la sottomissione delle emozioni alla logica, ma la loro totale eliminazione come chiave per essere passivamente aperti all'universo e, perciò, alla realtà delle cose così come sono.
Fondata da un eremita, Sanshiin, la scuola del Kolinahr propugna un percorso attivo per giungere al completo sradicamento di ogni emozione. Il percorso del Kolinahr viene chiamato t'san-s'at; è la decostruzione degli schemi
emotivi, che strato dopo strato libera la mente dell'adepto da emozioni sempre
più profonde, fino a giungere alla logica perfetta.
Gli adepti di Hakihr usano tecniche mentali per aumentare il controllo sul corpo e impedire così che meccanismi biologici automatici possano innescare risposte emotive. La Tu-Hakihr è considerata una variante del Kolinahr.